Confermati arresti domiciliari al sindaco di Riace

Reggio Calabria, Venerdì 05 Ottobre 2018 - 15:12 di Redazione

Il sindaco di Riace Mimmo Lucano rimane agli arresti domiciliari. Il gip di Locri, Giuseppe Di Croce, ha mantenuto l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti del primo cittadino del piccolo paese della provincia jonica reggina, coinvolto nell'inchiesta "Xenia" della Procura di Locri. I legali dell'indagato, Andrea Dacqua e Antonio Mazzone, hanno già annunciato che faranno ricorso al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria per chiedere la revoca dell'ordinanza emessa dal gip. Arriva quindi a 24 ore esatte dall'interrogatorio di garanzia, che si è svolto ieri mattina, la decisione del giudice. Un interrogatorio di oltre tre ore dove Lucano ha risposto alle domande anche del Procuratore Luigi d'Alessio."Non avevo nulla da nascondere- ha dichiarato ieri subito dopo l'interrogatorio, il primo cittadino fautore del cosiddetto modello Riace rivolto all'accoglienza dei migranti, mi accusano di un reato di umanità". Gli inquirenti lo accusano di una serie di reati come il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e il "fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti". Accuse che Lucano ha contestato con forza soprattutto quella riguardante i matrimoni di "comodo"."Mi hanno contestato come se avessi un'agenzia di matrimoni - ha affermato l'indagato - l'episodio che mi addebitano è uno solo e poi non era un matrimonio fittizio. È stato un matrimonio celebrato secondo le leggi". Adesso quindi i suoi legali sono a lavoro per presentare l'istanza di scarcerazione al Tdl così come gli stessi magistrati locresi che si appelleranno, sempre al Riesame, contro la decisione del gip di non concedere la misura cautelare anche per gli altri reati contestati al sindaco di Riace. I pm gli contestano infatti, i una serie di capi di imputazione che vanno dall'associazione a delinquere alla truffa aggravata, dal falso al concorso in corruzione, dall'abuso d'ufficio alla malversazione. Reati per cui Lucano rimane indagato "a piede libero" insieme ad altre 30 persone, coinvolte nell'inchiesta "Xenia". (askanews)



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